Il dottore comparve dodici minuti dopo.
Aveva probabilmente una cinquantina d’anni, i capelli corti, ormai argentati, e l’atteggiamento sereno di chi ha imparato a dare notizie difficili senza sminuirne l’umanità.
—Signorina Montalvo, sono il dottor Herrera. Grazie per essere venuta così presto.
«Cosa è successo?» chiese subito Valeria. «È…?»
«Le sue condizioni sono stabili», rispose il medico senza mezzi termini. «Voglio che lo sappiate subito. Le sue condizioni sono stabili e prevediamo una completa guarigione.»
L’aria ricominciò a riempirgli i polmoni.
“Un vicino lo ha trovato nel suo appartamento. Era svenuto. Il signor Robles soffre di cardiomiopatia ipertrofica, un ispessimento del muscolo cardiaco. Per quanto ne sappiamo, la diagnosi risale a circa otto mesi fa. Stanotte ha avuto una grave aritmia, ma la situazione è sotto controllo.”
Valeria impiegò un attimo a reagire. Otto mesi. Quel numero la colpì duramente.
—Otto mesi? Lo sapeva da otto mesi?
Il dottore annuì.
-Sì.
Valeria chiuse gli occhi. Non per rabbia, non ancora, ma per incredulità.
—Voglio vederlo.