“Dopo 43 anni…”. Emanuela Orlandi, le parole del fratello Pietro. “Perché lui è indagato”

Guardando ai prossimi sviluppi, Pietro Orlandi ha riferito di aver avuto un lungo confronto con il nuovo presidente della Commissione parlamentare: “Ho parlato con il nuovo presidente della Commissione, ci ho parlato due o tre ore un paio di settimane fa. Abbiamo parlato di alcune audizioni importanti da fare e già le prossime credo siano importanti. Io credo ci sia la volontà di fare qualcosa. A ottobre e novembre ci saranno le relazioni finali”. Ha poi aggiunto un’indiscrezione relativa all’ultima inchiesta chiusa nel 2015: “L’ultima è uscita di recente, ripresa da pochissime persone, e riguarda alcune indagini fatte durante l’ultima inchiesta, chiusa nel 2015. È un’indiscrezione confermata da Capaldo, che era il magistrato dell’inchiesta, e secondo cui c’era un sistema di pedofilia all’interno del Vaticano e di personalità di alto livello del Vaticano, poi bloccata. Perché questa indagine è partita e poi chi l’ha fermata?”.

Infine, parlando di Marco Accetti, recentemente tornato sotto indagine, Pietro Orlandi ha spiegato: “È indagato perché può far parte di un gruppo di persone che adescavano ragazzini e ragazzine per conto di terzi. È lui l’Amerikano? Non ci sono similitudini con le telefonate di Accetti”, escludendo quindi che possa coincidere con il misterioso interlocutore noto come “l’Amerikano”. L’attenzione resta ora puntata sulle prossime audizioni della Commissione e sulle relazioni finali attese tra ottobre e novembre, dalle quali la famiglia spera possano arrivare elementi decisivi per fare finalmente chiarezza sulla scomparsa di Emanuela Orlandi.