Nel cuore di un'aula di giustizia, tra ricostruzioni processuali e tensione emotiva, si è consumato un passaggio significativo del procedimento legato a una brutale aggressione avvenuta nella movida milanese. Una vicenda che intreccia violenza giovanile , rapina e tentato omicidio , ma anche il difficile tema del perdono della vittima e della risposta della famiglia.
Al centro del processo ci sono due ragazzi di 18 anni, accusati di aver partecipato a un pestaggio che ha lasciato segni permanenti su uno studente di 22 anni. Le richieste del pubblico ministero segnano un punto fermo nella ricostruzione accusatoria, mentre in aula emergono anche gesti e parole che raccontano una storia umana complessa e divisiva.
Il pubblico ministero Andrea Zanoncelli ha chiesto una condanna a 12 anni e 10 anni di reclusione per i due imputati, Alessandro Chiani e Ahmed Atia, nel processo con rito abbreviato davanti al gup Alberto Carboni .
Secondo l'impianto accusatorio, l'aggressione avvenuta il 12 ottobre in corso Como , all'esterno di una discoteca, si configura come tentato omicidio e rapina . Uno dei due giovani è considerato l'esecutore materiale, mentre l'altro è ritenuto complice, nonostante abbia sostenuto di non essere presente al momento dell'uso del coltello.