«Va bene», dissi.
La mia voce era più ferma di quanto mi aspettassi.
«Allora chiamali. Prenota la prima data disponibile.»
Mio marito mi fissò.
«Lo farò», dissi.
Le dita del bambino si strinsero intorno alle mie.
Lì, accanto al suo letto, circondata da disegni e da una scatola di minuscole stelline di carta, qualcosa dentro di me finalmente cambiò.
La gentilezza non è una questione di DNA.
Non dipende da quanto tempo qualcuno fa parte della tua vita.
Consiste nell’esserci quando conta davvero.
E ci è voluto un bambino di nove anni…