Quel colloquio lampo ad Arcore: dieci minuti che cambiano una vita
Negli anni Simonetto aveva raccontato spesso l’inizio di quel sodalizio, nato da un incontro rapidissimo ad Arcore: un colloquio di appena dieci minuti rimasto scolpito nella sua memoria. Lo definì un esame vero e proprio, fatto di sguardi e istinto, più che di formalità. In un’intervista al settimanale Oggi ricordò così quel momento: “Ti guardava fisso per capire se avevi le bollicine. Ti scandagliava l’aura e l’anima, capiva subito se valevi o se eri un cretino… Comunque, l’esame durò dieci minuti… e poi mi disse: ‘Le va bene se cominciamo domani?’”.

Lei arrivò con curriculum, tre lingue e l’esperienza in Fininvest già in tasca, sapendo che fuori c’erano altre candidate. Poi, tre giorni di silenzio. Fino a una telefonata diretta: “Buongiorno signora, qua non si comincia?”. Da lì, l’ingresso nel cuore di una stagione che stava per cambiare la politica italiana. Simonetto raccontava quegli inizi come un mondo quasi artigianale: riunioni tra la Sardegna e Arcore, un clima “pionieristico”, fatto di entusiasmo e improvvisazione. “L’inno, l’idea e poco altro”, diceva, con i figli più piccoli del Cavaliere che a volte spuntavano tra una riunione e l’altra.
Il suo lavoro accompagnò anche uno dei passaggi più iconici: gli spot elettorali del 1994, girati a Villa Macherio, in Brianza, per la celebre discesa in campo. Riprese all’alba per incastrarsi con l’agenda del leader e un’attenzione maniacale alla scenografia: persino le fotografie di famiglia alle spalle di Berlusconi durante le registrazioni vennero curate con precisione.
La leggenda del collant e le foto “da tenere lontane”
Attorno alla sua figura, inevitabilmente, negli anni sono nati racconti e miti da retroscena. Il più famoso? Quello del collant sull’obiettivo della telecamera per attenuare le rughe di Berlusconi. Una storia che Simonetto ha sempre smentito, liquidandola come leggenda. Più concreto, invece, il lavoro di mediazione nei momenti delicati: la gestione dei rapporti con i fotografi e la necessità, a volte, di evitare che certe immagini finissero sui giornali. Dalle foto rubate a Porto Cervo agli scatti che coinvolgevano la famiglia, anche quello faceva parte della regia, silenziosa e continua.
Nel 2023, sempre a Oggi, Simonetto aveva ripercorso il suo percorso senza rimpianti. Berlusconi per lei era “il dottore” e quella corsa continua, raccontava, era stata “una bellissima avventura, sempre di corsa, sempre senza fiato”. Tra le righe spuntava anche il lato privato, ironico e sorprendente: disse di avere tredici televisori in casa per non perdersi alcun programma. E confessò pure l’unico punto di attrito con il Cavaliere, raccontato con un sorriso: secondo lei esagerava con la cipria anti-lucido.
Milano e l’ultimo saluto: data e luogo dei funerali
La notizia della scomparsa ha suscitato cordoglio a Milano, la città in cui Simonetto aveva costruito la sua rete professionale e dove aveva vissuto gran parte dei suoi anni dietro le quinte dei grandi palcoscenici della politica e dell’editoria italiana. I funerali si terranno mercoledì 8 luglio alle ore 15.00 nella chiesa di San Camillo, a Milano. Amici, colleghi e cittadini potranno darle l’ultimo saluto.