Il dispositivo per cui nessuno era pronto
Infilò di nuovo la mano nella borsa e ne estrasse qualcosa di piccolo, qualcosa di semplice, posandolo delicatamente sul tavolo.
Un dispositivo di archiviazione.
Senza pretese.
Ma sembrava avere un peso che andava ben oltre le sue dimensioni.
Il giudice non è intervenuto immediatamente.
Lo studiò, come se capisse che qualunque cosa ci fosse dentro avrebbe cambiato il corso di tutto ciò che sarebbe seguito.
«Cosa contiene?» chiese.
Julian emise una risata forzata.
“Probabilmente si tratta di filmati montati. Un altro tentativo di creare drammaticità.”
«Basta», disse il giudice con tono brusco.
Julian rimase in silenzio.
Eleanor parlò.
“All’interno si trovano i documenti originali, i registri delle transazioni e le comunicazioni private.”
Vanessa si mosse sulla sedia.
“Comunicazioni?”
Eleanor la guardò, non con rabbia, non con amarezza, ma con una calma che sembrava più pesante di entrambe.
“Sì. Anche il tuo.”
Il viso di Vanessa perse colore.
Il giudice fece un cenno verso un assistente, che collegò il dispositivo al sistema dell’aula.
Lo schermo si è acceso per un istante.
Inizialmente, mostrava righe di dati, file, numeri.
Poi è apparso un video.
Una stanza familiare.
Un ambiente familiare.
E dentro… Julian e Vanessa.
Ridendo.
Rilassato.
Negligente.
«Tra qualche giorno la farò uscire di casa», disse Julian nella registrazione, con tono disinvolto. «È solo questione di tempo.»
«E i bambini?» chiese Vanessa con leggerezza.
“Prenderò io la custodia. Ho il supporto legale. Lei non ha niente.”
Una reazione sommessa si diffuse nell’aula, quel tipo di reazione che le persone cercano di reprimere ma che non riescono a nascondere del tutto.
Il video continuò.
“E l’azienda?”
Nel filmato Julian sorrideva.
“Quello è già mio. Ha firmato tutto senza capirlo.”
Il giudice ha messo in pausa il video.
Il silenzio che seguì sembrò più pesante di qualsiasi discussione.
«Desidera ancora negarlo?» chiese.
Il viso di Julian era diventato pallido.
“Questo non dimostra nulla di illegale.”
Eleanor scosse la testa.
“Questa è solo una parte della questione.”
Si è aperto un altro file.
Documentazione finanziaria.
Trasferimenti.
Account nascosti.
Schemi che non corrispondevano a nulla di legittimo.
“I fondi sono stati dirottati”, ha spiegato Eleanor, “per coprire spese che non avevano nulla a che fare con l’azienda”.
La voce di Vanessa tremava.
“Non lo sapevo…”
Lo sguardo di Eleanor non cambiò.
“L’hai fatto.”
È stato riprodotto un ultimo file.
Una clip audio.
Di nuovo la voce di Julian.
“Se modifichiamo il sistema prima che se ne accorga, guadagneremo molto più di quanto avessimo mai previsto.”
Il giudice alzò la mano.
“Basta così.”
Lo schermo si è oscurato.
E la stanza non sembrava più lo stesso posto di un’ora prima.
