12 MAGGIO: NEL RICORDO DI MIMÌ ❤️.

Mia Martini ci lasciava la notte del 12 maggio del 1995. Una notte che nessuno potrà mai dimenticare. Non certo chi come me l'ha conosciuta, intervistata e ammirata.
Era speciale. Nella sua voce c'era lo specchio della sua vita : la profondità e la sofferenza. La sua interpretazione era unica: ogni parola cantata sembrava vissuta ed ogni nota portava il peso della sua storia. Una storia di invidia e crudeltà di gente malvagia. Su di lei avevano messo in giro un pettegolezzo assurdo e devastante che l'aveva allontanata per anni dalle scene e cioè che Mia Martini portasse sfortuna. Un’accusa infondata, figlia di ignoranza, invidia e crudeltà. Poi, quando finalmente smisero queste umiliazioni, tornò la Mia che tutti conoscevamo, con "Almeno tu nell'universo". Aveva ritrovato una parte di serenità. Solo una parte. Allora io ero solo un ventenne, un giovanissimo cronista di radio private e in una mia intervista mi disse che era felice di aver ritrovato il suo pubblico, la sua voglia di cantare. Ma notavo che la sua anima era ancora segnata dalla quelle dicerie. Cercava di tornare alla felicità ma si percepivano nella sua voce frammenti di amarezza e di ingiustizia. .La sua voce era profonda anche sulle tematiche legate alla violenza sulle donne.Riascoltando " Donna " si sente nella la sua voce tutta la sofferenza delle donne violentate e umiliate:
(Donna come un mazzo di fiori, quando è sola ti fanno fuori).