La decisione della Corte d’Assise di Rimini di assolvere Louis Dassilva è arrivata in piena notte, oltre le due, al termine di una lunga camera di consiglio durata più di sedici ore. Il verdetto riguarda il caso del delitto di Pierina Paganelli, l’ anziana uccisa nel riminese il 3 ottobre 2023, episodio che ha profondamente scosso la comunità locale e attirato grande attenzione mediatica.
L’unico imputato, Louis Dassilva, si trovava in cella dal luglio 2024 e rischiava una pesantissima condanna all’ergastolo, richiesta dall’accusa. L’attesa in aula è stata carica di tensione, con familiari, conoscenti e amici presenti al momento della lettura della sentenza, tra emozione e incredulità per l’esito del processo.
Quando il dispositivo è stato pronunciato, la reazione del pubblico è stata immediata e rumorosa. Accanto alla moglie dell’imputato, Valeria Bartolocci, erano presenti anche diversi connazionali e persone vicine alla famiglia. Dassilva, giunto poco prima della lettura della decisione, ha lasciato l’aula sotto la sorveglianza della polizia penitenziaria.

Il caso aveva avuto origine dal ritrovamento del corpo di Pierina nel garage di via del Ciclamino, scoperto dalla nuora la mattina successiva al delitto. Fin da subito gli investigatori avevano avviato una complessa attività di indagine, concentrandosi sulle persone vicine alla donna e ricostruendo i movimenti delle ore precedenti al delitto.
La posizione dell’imputato è rimasta centrale fino alla conclusione del dibattimento, mentre la vicenda giudiziaria si è trasformata in uno dei casi più seguiti degli ultimi anni, sino alla sentenza di assoluzione. Ora che Dassilva è tornato ad essere un uomo libero, si parla di altro, di ciò che gli spetta in termini di risarcimento.
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