“È nel bagno dei Poggi”. Garlasco, tutti sanno ma la prova è rimasta lì: “Mai analizzata”

L’inchiesta sul delitto di Garlasco continua a far discutere e, a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, ogni dettaglio del fascicolo torna sotto la lente degli investigatori e dell’opinione pubblica. Le nuove indagini avviate dalla Procura di Pavia hanno riacceso l’attenzione su elementi rimasti ai margini della prima inchiesta, alimentando dubbi, interrogativi e nuove ipotesi investigative.

Nelle ultime settimane il caso è tornato prepotentemente al centro del dibattito televisivo anche dopo la riapertura di alcuni filoni d’indagine che coinvolgono nuovamente Andrea Sempio, mentre Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni, continua a dividere l’opinione pubblica tra chi lo ritiene colpevole e chi, invece, sostiene che la verità non sia stata ancora completamente accertata. In questo clima di forte attenzione mediatica, anche la puntata di Quarto Grado andata in onda venerdì 26 giugno ha dedicato ampio spazio alla vicenda.

I capelli mai repertati e i dubbi rimasti aperti

Nel corso della trasmissione condotta da Gianluigi Nuzzi su Rete 4, uno dei temi affrontati ha riguardato alcuni capelli rinvenuti nel lavandino di casa Poggi il giorno dell’omicidio, ma mai repertati dagli investigatori del tempo. Un particolare che, a distanza di anni, continua a suscitare perplessità e che potrebbe rappresentare uno degli aspetti più controversi dell’intera indagine.

Durante il programma è stato ricordato come il Procuratore Fabio Civardi abbia interrogato uno dei carabinieri del Ris che partecipò ai rilievi nella villetta di via Pascoli. Il militare ha spiegato le ragioni che portarono gli investigatori a non sequestrare quei reperti: “Non mi ricordo dei capelli, li ho visti dalle foto – ha detto -. Non sono stati repertati. Si vede che in alcune foto, quasi in tutti è visibile l’elastico per capelli, rosa con dei capelli intorno. Ci sono delle fotografie dove abbiamo anche tirato fuori il tappo del lavandino, questo è inviluppato di capelli, quindi abbiamo ritenuto che verosimilmente fossero, diciamo molto verosimilmente, della vittima”.