Proseguono le indagini sul caso che ha sconvolto una piccola comunità del Molise e che continua a sollevare interrogativi sempre più inquietanti. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione ogni dettaglio legato al doppio avvelenamento che, lo scorso dicembre, ha coinvolto madre e figlia, Antonella Ielsi e Sara Di Vita , all'interno della loro abitazione durante le festività natalizie.
Con il passare delle settimane, l'inchiesta sta entrando in una fase particolarmente delicata. Gli accertamenti si stanno concentrando soprattutto sui dispositivi elettronici sequestrati nell'abitazione delle vittime, considerazioni fondamentali per comprendere eventuali contatti avuti nei giorni immediatamente precedenti ai malori.
Gli specialisti incaricati dalla Procura stanno infatti analizzando telefoni cellulari, computer, tablet e modem nel tentativo di individuare elementi utili a ricostruire il contesto in cui si sarebbe verificato l'avvelenamento.

Sotto esame ci sono anche conversazioni private e attività online che potrebbero aiutare gli investigatori a fare luce sull'intera vicenda. L'obiettivo degli inquirenti è quello di capire se esistano collegamenti con la sostanza tossica utilizzata e se qualcuno ha avuto un ruolo diretto o indiretto nella contaminazione del cibo consumato dalle due donne durante i giorni di festa.
Le indagini, intanto, si starebbero allargando anche oltre l'ambiente strettamente familiare. Nelle ultime ore è emersa infatti una nuova ipotesi investigativa che potrebbe cambiare il quadro dell'inchiesta. Chi è la persona finita al centro dei sospetti e perché gli investigatori parlano di una possibile “mente diabolica”? Tutti i dettagli nella seconda pagina .