Dietro questa metamorfosi ci sarebbe una divergenza profonda sulla linea politica impressa dalla segreteria di Elly Schlein, giudicata troppo sbilanciata a sinistra. La notizia, riportata da diverse testate tra cui Il Fatto Quotidiano, sottolinea come la Gualmini si prepara ora a diventare la punta di diamante di Azione in Europa.
Il leader Carlo Calenda accoglie così un profilo di alto spessore accademico e politico, rafforzando la sua presenza nelle istituzioni comunitarie. In casa PD, la defezione viene letta con preoccupazione, poiché rappresenta la perdita di una voce autorevole capace di dialogare con il mondo riformista. L'uscita dell'esponente emiliana non è un caso isolato, ma si inserisce in un quadro di piccoli e costanti smottamenti che mettono alla prova la tenuta del “campo largo”.
Ora la sfida si sposta sul terreno del consenso: la Gualmini dovrà dimostrare di poter spostare il proprio bacino elettorale verso il nuovo polo, mentre il Partito Democratico si trova a dover gestire l'ennesima fuoriuscita eccellente in una fase di riorganizzazione interna