“La scuola è stata per lei un riferimento importante – continua la preside –. Non solo dal punto di vista didattico, ma anche umano. È stato un legame che l’ha sostenuta e animata finché è stato possibile. I professori hanno seguito l’evoluzione della situazione con grande attenzione, aggiornando la programmazione e cercando ogni volta le soluzioni più adatte perché Silvia potesse continuare a sentirsi parte della sua classe”. Un sostegno che i compagni hanno vissuto con grande partecipazione: alcuni di loro erano andati a trovarla anche nei giorni più difficili, persino dopo aver sostenuto le prime prove della maturità.

Silvia era stata regolarmente ammessa all’esame di Stato e la scuola aveva già predisposto tutte le procedure necessarie per consentirle di sostenere la sessione straordinaria di settembre, dal momento che non era riuscita a partecipare alle prove scritte di giugno. “Per lei arrivare all’esame era una grande volontà – sottolinea Messina –. Era una ragazza studiosa, impegnata, partecipe e collaborativa. Abbiamo fatto tutto il possibile perché potesse avere questa opportunità. Poi, purtroppo, è arrivata la notizia che nessuno avrebbe voluto ricevere”.
Nel ricordo della comunità scolastica resteranno il suo carattere e i suoi sogni. Silvia desiderava viaggiare, conoscere il mondo e fare nuove esperienze. Soprattutto, sognava di diventare insegnante nella scuola primaria. Sul sito dell’istituto è stata ricordata come “un esempio di coraggio, determinazione e amore per la vita”, oltre che come una ragazza “vivace, schietta e determinata, capace di far sentire la propria voce ma anche di regalare sorrisi e affetto a chi le stava accanto”. L’ultimo saluto si terrà sabato 27 giugno alle ore 10 nella sala del commiato di via G.B. Riccioli, a Santa Bona, a Treviso.