Le attività saranno gestite attraverso collaborazioni tra scuole, enti locali, associazioni sportive e realtà culturali del territorio.
Il progetto interesserà inizialmente alcuni comuni selezionati dell’Emilia-Romagna e potrebbe diventare un modello da estendere in futuro anche ad altre aree.
Negli ultimi anni il tema delle scuole aperte d’estate è tornato più volte al centro del dibattito politico e scolastico italiano.
Da una parte c’è chi ritiene troppo lunga la pausa estiva rispetto agli altri Paesi europei, dall’altra chi teme un eccessivo carico per studenti e insegnanti.
La sperimentazione emiliano-romagnola prova ora a trovare un equilibrio attraverso attività più leggere e ricreative, senza trasformare il periodo estivo in una prosecuzione delle lezioni tradizionali.