Al centro delle nuove indagini della Procura di Pavia c’è Andrea Sempio, 38 anni, accusato di essere coinvolto nell’uccisione di Chiara Poggi, avvenuta a Garlasco il 13 agosto 2007. Gli investigatori stanno analizzando una vasta mole di elementi, tra cui dati informatici recuperati da dispositivi sequestrati durante le perquisizioni effettuate dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano, coordinati dal colonnello Antonio Coppola.
Uno degli aspetti che ha attirato maggiore attenzione riguarda proprio il materiale digitale. Durante una perquisizione del 14 maggio scorso, è stato sequestrato un hard disk privo del computer originale, che secondo quanto dichiarato dallo stesso Sempio sarebbe stato smaltito poco prima che il suo nome tornasse al centro dell’attenzione mediatica. Un dettaglio ritenuto anomalo dagli inquirenti, soprattutto alla luce delle dichiarazioni della famiglia, che avrebbe sostenuto di conservare ogni documento utile, compresi scontrini utilizzati come alibi.
Dall’analisi dei dispositivi elettronici emergerebbero oltre 3.300 messaggi pubblicati tra il 2009 e il 2016 su un forum online, utilizzando il nickname “Andreas”. Questi contenuti, secondo gli investigatori, offrirebbero uno spaccato della personalità dell’indagato e potrebbero contribuire a delineare un possibile movente, indicato dalla Procura in un presunto risentimento legato a un rifiuto personale. Alcuni di questi messaggi contengono riflessioni controverse e posizioni considerate problematiche, che gli inquirenti stanno valutando con attenzione nel contesto dell’indagine. Le analisi si concentrano anche su eventuali collegamenti tra questi contenuti e altri elementi emersi, tra cui l’accesso a file presenti su dispositivi riconducibili alla vittima e al suo contesto relazionale.

La difesa di Andrea Sempio, rappresentata dagli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, ha ridimensionato il valore di questi elementi, sottolineando come possano al massimo descrivere una fase giovanile caratterizzata da immaturità, senza alcun legame diretto con i fatti contestati. Resta ora attesa per l’interrogatorio fissato per il 6 maggio, momento in cui l’indagato potrà decidere se rispondere alle domande dei magistrati o avvalersi della facoltà di non rispondere.
L’intera vicenda continua dunque a evolversi, tra nuovi elementi investigativi e posizioni difensive contrapposte. Un caso che, a distanza di anni, resta al centro dell’attenzione pubblica e giudiziaria, mentre si cerca di fare piena luce su quanto accaduto e sulle eventuali responsabilità.