Garlasco: l'audio choc di Rita Preda, la mamma di Chiar...Altro...

Il velo si squarcia definitivamente quando, dai documenti processuali, emerge l’audio in cui Rita Preda, la madre di Chiara Poggi, pronuncia parole che non lasciano spazio a interpretazioni: la convinzione che Alberto Stasi sia l’unico responsabile dell’evento d*ammatico avvenuto a Garlasco.

Questa dichiarazione, catturata durante una fase delicatissima delle indagini, mette in luce un sospetto che covava nel cuore della famiglia fin dai primi istanti successivi all’a*gressione subita dalla figlia. Nonostante il lungo iter giudiziario che ha visto Alberto Stasi condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione, il contenuto di queste intercettazioni aggiunge un tassello umano e psicologico fondamentale alla vicenda.

La donna, riferendosi al giovane che allora era il fidanzato di Chiara, esprime una consapevolezza t*agica sulla dinamica della lite finita male, confermando che i segnali di un malessere profondo erano forse già presenti prima che la situazione precipitasse in un’emergenza vitale senza ritorno.

Il lavoro degli inquirenti e dei Carabinieri, che per anni hanno setacciato ogni centimetro della villetta e analizzato ogni traccia informatica sui computer dell’imputato, trova in queste parole una conferma indiretta ma potente. La ricostruzione dell’a°salto, avvenuto in una mattinata che doveva essere come tante altre, si arricchisce così della prospettiva di chi ha vissuto il d*amma dall’interno, trasformando il d*lore in una ricerca incessante della verità.

Oggi, mentre l’uomo responsabile del reato sta scontando la sua pena nel c*rcere di Bollate, queste rivelazioni tornano a far discutere l’opinione pubblica sulla complessità dei legami affettivi e sulla difficoltà di accettare una realtà così cruda. La macchia lasciata su quella famiglia non si è mai cancellata, e il ricordo di Chiara Poggi resta legato a quelle parole materne che, sebbene pronunciate nel segreto, hanno ora il valore di un monito perenne sulla giustizia e sulla verità.

A quasi 19 anni dall'o*icidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia, un elemento del passato torna a scuotere l'opinione pubblica. Si tratta di un biglietto anonimo apparso nell'ottobre 2007 sulla tomba (o cappellina) della giovane, con una frase lapidaria e senza firma: “A u*cidere Chiara è stato Marco”. La madre della v*ttima, Rita Preda, ne parla in una conversazione telefonica intercettata con l'avvocato Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi. Il dialogo, reso pubblico da Maria Conversano sul suo canale YouTube, è stato ripreso oggi da Panorama in un articolo firmato da Giacomo Ferruti. Nella telefonata Rita Preda, visibilmente scossa, riferisce: “C'era scritto che au*cidere Chiara è stato Marco”. L'avvocato prova a identificare il nome, suggerendo Marco Panzarasa – amico di Alberto Stasi, il fidanzato condannato in via definitiva a 16 anni per l'o*icidio – ma la donna risponde: “Non lo so, non dice il cognome”